I Drivers della Competitività dell’Italia: Studio per la DG ECFIN

/I Drivers della Competitività dell’Italia: Studio per la DG ECFIN

La MET e il Centro Rossi-Doria hanno realizzato uno studio, basato su informazioni microeconomiche, sulla competitività delle imprese italiane. Il report “Study on firm-level drivers of export performance and external competitiveness in Italy” è stato sviluppato nell’ambito di un progetto di ricerca bandito dalla Commissione Europea, DG Economic and Financial Affairs.

La proposta risultata vincente ha visto la MET come soggetto capofila in partnership con il Centro Ricerche Economiche e Sociali Manlio Rossi-Doria dell’Università Roma Tre.
L’obiettivo del lavoro, che si è ampiamente basato sui microdati dell’Indagine campionaria MET, è stato quello di fornire indicazioni utili per la ridefinizione delle raccomandazioni di policy che la Commissione Europea sottoporrà al Governo italiano.

Lo studio è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da: Emanuele Brancati, Raffaele Brancati, Dario Guarascio, Lelio Iapadre, Andrea Maresca, Manuel Romagnoli e Antonello Zanfei.

E’ possibile scaricare in questa pagina il Report finale del progetto, mentre sarà a breve disponibile un working paper per la collana Discussion Papers della Commissione UE.

L’analisi è stata fondata su un approccio di ampio respiro che prendesse in considerazione diverse dimensioni di competitività internazionale – probabilità di internazionalizzazione, quote di mercato e performance – e un vasto spettro di potenziali driver: da componenti strutturali (produttività, dimensione, età, grado di capitalizzazione, integrazione verticale e costo del lavoro) a questioni finanziarie (leva finanziaria, crediti commerciali, accesso al credito bancario e profittabilità), oltre ai comportamenti strategici delle imprese (introduzione di innovazioni, attività di R&S, capitale umano, investimenti e appartenenza a network di imprese). L’elemento fondamentale, poi, è stato quello di sottoporre a test, relativamente ai possibili effetti, le differenze esistenti tra le imprese per alcune grandezze rilevanti riferite ai driver della competitività. Si è trattato, in sostanza, di provare a considerare nelle stime gli effetti delle eterogeneità dei comportamenti valutando separatamente, per esempio, i cambiamenti di stato da semplici innovatori a innovatori con ricerca o, più in generale, percorsi di upgrading.
L’elemento fondamentale, poi, è stato quello di sottoporre a test, relativamente ai possibili effetti, le differenze esistenti tra le imprese per alcune grandezze rilevanti riferite ai driver della competitività. Si è trattato, in sostanza, di provare a considerare nelle stime gli effetti delle eterogeneità dei comportamenti valutando separatamente, per esempio, i cambiamenti di stato da semplici innovatori a innovatori con ricerca o, più in generale, i percorsi di upgrading.
A livello empirico sono state impiegate molteplici tecniche econometriche per risolvere problemi di endogeneità, indotti da meccanismi di autoselezione (delle imprese più produttive e dinamiche nei mercati internazionali), o da possibili fenomeni di causalità inversa (reverse causality). I problemi di circolarità tra variabili sono stati ridotti al minimo attraverso l’uso di appropriati lag temporali per le variabili indipendenti. Inoltre, le analisi sono state depurate da fattori invarianti a livello di impresa (osservabili e non).

Le analisi hanno evidenziato come i fattori strutturali (dimensione d’impresa, settore economico, fattori di contesto, etc.) giochino un ruolo rilevante per la competitività, tuttavia l’elemento discriminante è rappresentato dal profilo strategico delle singole imprese, vale a dire dalla loro propensione ‘proattiva’ verso l’innovazione e la capacità di accrescere le proprie competenze tecnologiche. In questi termini le evidenze mostrano un cambiamento positivo del tessuto produttivo italiano, con una maggiore consapevolezza e diffusione dei driver della competitività.

Dal punto di vista delle policy, occorre sostenere e accelerare tale propensione innovativa per migliorare la competitività aggregata del nostro sistema produttivo.

2018-03-30T13:48:12+00:00