container-1411252_1920Questa linea di ricerca ha al centro uno dei temi più rilevanti e controversi nell’evoluzione dell’economia globale: il processo di integrazione commerciale e gli interessi economici ad esso sottesi, oggetto di continui negoziati tanto a livello multilaterale, nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, quanto a livello regionale/bilaterale, nell’ambito degli accordi per la creazione di aree di libero scambio. La necessità di un mix di politiche pubbliche, conseguente alla coesistenza di obiettivi molto diversi quali crescita economica, sviluppo sostenibile, approvvigionamento energetico, sicurezza alimentare e nutrizionale, suscita grande preoccupazione rispetto alla crescente incertezza sul loro impatto sulla divisione internazionale del lavoro. Si tratta di un insieme di questioni di grande rilevanza per un numero crescente di paesi, quali il rapporto tra crescita economica e apertura internazionale e, più in generale, tra commercio e sviluppo, il ruolo degli investimenti esteri, i sempre più evidenti legami tra regolamentazione ambientale, politiche commerciali e competitività.

Il Centro si propone di offrire un’analisi di questi temi, unendo valutazioni qualitative e stime quantitative relative agli effetti dei processi in atto e dei possibili sviluppi futuri, anche guardando alle conseguenze e alle prospettive per molti rilevanti comparti dell’economia italiana.

Gli economisti del Centro sono coinvolti in progetti nazionali e internazionali e in vari network collegati a questa linea di ricerca: PRIN 2012: I cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo: scenari evolutivi, impatti economici, politiche di mitigazione e innovazione tecnologica; VII Programma Quadro europeo: Exploring the future of global food and nutrition security; European Trade Study Group, International Agricultural Trade Research Network.

Progetti di Ricerca

Stefano Usai (Università di Cagliari), Lelio Iapadre (Università dell’Aquila), Raffaele Brancati (MET), Anna Giunta (Università Roma Tre e Centro Rossi-Doria), Mario Pianta (Università di Urbino “Carlo Bo”), Antonello Zanfei (Università di Urbino “Carlo Bo”), Emanuele Brancati (LUISS Guido Carli), Andrea Maresca (MET), Manuel Romagnoli (MET), Study on Firm-Level Drivers of Export Performance and External Competitiveness in Italy (2016)

Il Centro Rossi-Doria ha vinto, in partenariato con MET, il tender “Study on Firm-Level Drivers of Export Performance and External Competitiveness in Italy” della Commissione Europea, DG Economic and Financial Affairs.

Sommario. L’obiettivo del servizio è quello di fornire uno studio sulla competitività internazionale dell’Italia basato su informazioni microeconomiche. I risultati del lavoro forniranno indicazioni utili per la ridefinizione delle raccomandazioni di policy che la Commissione europea sottoporrà al governo italiano.
Il progetto, che utilizzerà i dati dell’Indagine campionaria MET, ha sfiorato il massimo punteggio possibile nella valutazione dei criteri di merito, tecnici e metodologici.

Ilaria Salvati (Università Roma Tre), Market Power and Imperfect Tariff Pass-Through in the Agricultural Sector.
Progetto vincitore del Premio Giovanni Anania 2016

Sommario. The last work by Iapadre and Pace (2016), aiming at investigating the price effects of trade policies and the impact that the degree of competition in the distribution service market has on them, results in a model confirming the pro-competitive effect of trade liberalization, but also the weakening effect intermediaries’ market power can exercise on it. In fact, in the case of a tariff reduction, the pass-through on prices is affected by the presence of market access barriers in the distribution services.
Intermediaries play a huge role in today’s value chains. Their importance appears even more clearly when taking into account that production processes are increasingly fragmented internationally, and that the tasks characterized by a higher level of value added are those located upstream or downstream the so-called “global value chains” (Baldwin, 2011). Distribution channels are particularly relevant in sectors like agriculture, characterized by a high degree of vertical coordination, where producers and consumers are usually located far from each other, given the nature itself of the production processes.
Several contributions, both theoretical and empirical, underline the relevance of intermediaries in explaining the spread between production and consumer prices in agricultural economics. New interest in the matter rose again at the end of the last decade, when agricultural and food prices experienced a certain degree of variability. In particular, the European Commission (2009) observed that, when agricultural commodity prices grew in 2007/2008, their increase was passed on to consumers but, following their decline in 2008/2009, the transmission of prices reduction to consumers was less then complete. These discrepancies between producer and consumer price patterns reflect “structural weaknesses in the system, such as the number of intermediaries operating along the chain and the competitive structure”, and “pervasive inequalities in bargaining power between contracting parties”.
However, there is no general consensus about the link between market power and the degree of price transmission (Swinnen and Vandeplas, 2014). Given the relevant implications in terms of policies and welfare, the matter is worth of being further investigated.
This research project, in particular, aims at analyzing if and how price reductions in the agricultural sector, determined by a cut in tariffs, are passed on to final consumers, taking into account the degree of competition among intermediaries.

Alessandro Antimiani (Commissione UE e Centro Rossi-Doria), Valeria Costantini (Università Roma Tre e Centro Rossi-Doria), Luca Salvatici (Università Rome Tre e Centro Rossi-Doria), Barriere Tariffarie e Internazionalizzazione. Sfide e Opportunità per l’Italia (2016)
Studio commissionato dall’Associazione Obiettivocomune.

Sommario. Il mercato estero rappresenta un importante canale di sbocco per il sistema produttivo italiano, canale che si è ulteriormente rafforzato nel corso degli ultimi anni. Allo stesso tempo, però, l’attuale stallo dei negoziati della World Trade Organization e la lunghezza dei processi negoziali, e di implementazione, legati agli accordi regionali e bilaterali, hanno fatto si che il processo di riduzione delle protezioni commerciali, avviatosi con l’Uruguay round, abbia subito un brusco rallentamento.
Questo lavoro si propone di valutare i livelli di protezione che i diversi settori produttivi dell’economia italiana fronteggiano nei diversi mercati. La valutazione delle barriere tariffarie è resa difficile dalla molteplicità degli strumenti e dalla disaggregazione delle politiche. Al fine di cogliere questi aspetti, verrà utilizzato un modello di equilibrio economico generale per il calcolo di un indice di protezione teoricamente fondato come il Mercantilistic Trade Restrictiveness Index proposto da Anderson e Neary.
La banca dati che si prevede di utilizzare, quella del Global Trade Analysis Project (GTAP), include i soli dazi e non consente quindi di tenere conto delle barriere non tariffarie. D’altra parte l’utilizzo di un modello globale consentirà di confrontare le barriere commerciali relative alle esportazioni italiane con quelle che colpiscono le esportazioni dei paesi concorrenti all’interno dell’Unione Europea.


Pubblicazioni

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11 luglio 2016 ore 9:00 – 15 luglio 2016 ore 13:30: 1a SCUOLA ESTIVA GIOVANNI ANANIA SU EVIDENCE-BASED POLICY MAKING. Regional Trade Agreements: Implications for the EU Agriculture and Rural Development. – University of Calabria, Ponte Pietro Bucci – Cubo 0/C, Arcavata di Rende, CS

26 giugno 2015 ore 10:00: EXPO 2015 – EXPO MILANO 2015: Il Commercio Agroalimentare Mondiale e il Ruolo del Made in Italy – Expo Milano 2015, Auditorium Samsung – TIM, Milano, Italia